20 marzo - 19 aprile 2026
Marettimo
Festa di San Giuseppe a Marettimo
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Le celebrazioni in onore del santo patrono iniziano con una novena di preghiere, mentre nelle case delle famiglie dell’isola vengono preparati i tradizionali altari votivi.
Sugli altari, accanto all’immagine di San Giuseppe e della Sacra Famiglia, vengono disposti diversi elementi simbolici: tre arance, pani votivi chiamati cucciddrati, piccoli panuzzi, candele accese e vasi colmi di barcu, la caratteristica violacciocca che fiorisce sull’isola proprio in questo periodo dell’anno.
I riti della vigilia
Il clima di festa comincia già alla vigilia del 19 marzo, quando viene issata la bandiera con l’effigie del Santo e la banda musicale percorre le vie del paese per raccogliere offerte destinate ai festeggiamenti.
La sera la popolazione partecipa al suggestivo rito della “Duminiara”, durante il quale vengono accesi tre grandi falò realizzati con fascine di legna raccolte sull’isola e lasciate essiccare nei giorni precedenti. I fasci sono composti da arbusti tipici della macchia mediterranea come lentisco, erica, cisto e rosmarino, legati con il liamo di disa (Ampelodesmos).
I tre fuochi rappresentano simbolicamente i membri della Sacra Famiglia. In passato, secondo la tradizione, nel falò centrale venivano bruciate anche vecchie imbarcazioni, mentre la folla esclamava in coro: “Evviva u Patriarca di San Gnuseppe!”, accompagnata dal grido festoso della comunità.
Il giorno della festa
Il 19 marzo, giorno dedicato a San Giuseppe, si apre con le note della banda musicale che risuonano per le vie del paese. Nella piazza principale viene allestito un palco decorato con rametti di murtiddra, raccolti il giorno precedente. Il mirto utilizzato per l’allestimento verrà poi impiegato per decorare i campiuna, le prue delle barche dei pescatori.
Dopo la celebrazione religiosa, solitamente presieduta dal vescovo della diocesi di Trapani, si svolge il tradizionale pranzo rituale chiamato “Ammitata di Santi”. Durante questo momento simbolico tre persone del paese interpretano Gesù, Maria e Giuseppe. In passato questi ruoli venivano affidati ai cittadini più poveri dell’isola o a chi aveva fatto un voto al Santo.
Ancora oggi alcune famiglie mantengono la tradizione di organizzare nelle proprie case un banchetto votivo per i “Santi”, anche in periodi diversi dalla ricorrenza ufficiale.
Il rito dell’Alloggiate
Uno dei momenti più emozionanti della festa è il rito dell’Alloggiate, che rievoca il viaggio della Sacra Famiglia alla ricerca di ospitalità durante la fuga in Egitto.
I tre personaggi che rappresentano i pellegrini si avvicinano simbolicamente al portone chiuso della chiesa e bussano, mentre un coro di donne intona una nenia tradizionale che invoca accoglienza per i “tre poveri pellegrini”. Per due volte la richiesta viene respinta con la risposta: “Un c’è posto”.
Solo al terzo tentativo, quando alla domanda “Chi è?” rispondono “Gesù, Maria e Giuseppe”, le porte della chiesa si aprono. In quel momento le campane suonano a festa e la folla, che ha seguito la scena in silenzio, esplode in un grido collettivo: “Evviva u Patriarca di San Gnuseppe!”.
Il pranzo dei Santi
Dopo il rito dell’accoglienza ha inizio il pranzo sacro, accompagnato dalla musica della banda. La tavola viene imbandita con numerose pietanze e dolci preparati dalle famiglie dell’isola come gesto di devozione.
Tra i dolci tradizionali che vengono distribuiti ai presenti si trovano:
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Pignolo, dolce preparato con farina e miele
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Petra mennula, un torrone duro a base di mandorle e zucchero
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Cubbàita di giuggiulena, torrone di sesamo
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Cassateddre di ricotta e altri dolci tipici siciliani
Processioni e festeggiamenti
Nel pomeriggio del giorno di festa la statua di San Giuseppe viene portata in processione per le vie del paese e accompagnata fino alle case dei fedeli.
I festeggiamenti proseguono anche il giorno successivo con giochi tradizionali popolari come le pignateddi, il gioco dell’antenna e il tiro alla fune. Nel pomeriggio si svolge inoltre la processione dedicata a San Francesco di Paola, chiamato sull’isola “U Santu Patri”, patrono dei marinai e della gente di mare, che conclude i tre giorni di celebrazioni.
Programma principale – 19 marzo
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Ore 10:00 – Santa Messa
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Ore 11:00 – Rito tradizionale dell’Alloggiate e pranzo in piazza offerto alla Sacra Famiglia
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Ore 16:15 – Cerimonia della consegna della chiave dell’isola da parte del Sindaco delle Egadi
a seguire processione delle statue di San Giuseppe e di San Francesco di Paola
La festa di San Giuseppe a Marettimo rappresenta ancora oggi un momento di grande devozione, identità e tradizione, capace di unire l’intera comunità dell’isola in una celebrazione che affonda le sue radici nella storia e nella cultura del Mediterraneo.
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