18 - 19 marzo 2026
Salaparuta
Festa di San Giuseppe a Salaparuta
Dal 1977 San Giuseppe è ufficialmente il patrono del paese, ma la devozione verso di lui affonda le radici molto più indietro nel tempo.
La religiosità rappresenta infatti uno degli elementi distintivi degli abitanti di Salaparuta, che nel corso dei secoli hanno sempre manifestato grande venerazione sia per San Giuseppe sia per la Beata Vergine del Piraino, ai quali vengono dedicati solenni festeggiamenti.
Gli altari domestici
Nei giorni 18 e 19 marzo il paese si riempie di un’atmosfera particolarmente suggestiva. In molte abitazioni alcune famiglie, spinte da devozione o per ringraziare di una grazia ricevuta, preparano altari votivi a più livelli.
Questi altari sono spesso decorati con due rami o alberi di alloro, simbolo della dimensione spirituale e della beatitudine della Sacra Famiglia. Nella parte più alta dell’altare viene collocata l’immagine di Gesù, Maria e Giuseppe, punto centrale e significato religioso dell’intera composizione.
Sui vari ripiani vengono sistemate numerose pietanze e dolci tradizionali, disposte su tovaglie bianche ricamate. Tra i dolci tipici della festa non può mancare la pignolata, una delle specialità più diffuse in questa ricorrenza.
Il simbolo del pane
L’altare appare come una vera esplosione di colori e profumi, che richiama l’idea dell’abbondanza e dei frutti della terra offerti a Dio. Tra tutti gli elementi, il protagonista assoluto è il pane, simbolo della provvidenza divina e del nutrimento quotidiano.
Vengono preparati pani di forme diverse, tra cui le “cucciddati”, che devono essere almeno tre per richiamare i membri della Sacra Famiglia. Le donne del paese sono particolarmente abili nella realizzazione della “spera”, una forma di pane che ricorda un ostensorio e che al centro contiene un impasto di fichi. Su questa decorazione viene inciso il monogramma che rappresenta Gesù, Salvatore dell’umanità.
Il pranzo dei “Santi”
Un momento molto significativo della festa è il pranzo rituale davanti all’altare. A questo banchetto vengono invitati tre bambini, chiamati “li santi”, che rappresentano simbolicamente Gesù, Maria e Giuseppe. In passato, invece dei bambini, venivano invitati i cittadini più poveri del paese.
Prima di iniziare il pasto, i bambini si lavano le mani con vino rosso, gesto simbolico che richiama il vino trasformato in sangue durante l’Ultima Cena.
Successivamente i “Santi” assaggiano tutte le pietanze preparate dalla padrona di casa. Il pranzo inizia con la pasta con salsa di pomodoro, simbolo di fertilità, arricchita con cavolfiore, finocchietto selvatico e mollica di pane abbrustolita e zuccherata. Al termine del pasto, il cibo rimasto viene condiviso con parenti, amici e visitatori.
L’accoglienza ai visitatori
Il 18 marzo, giorno della vigilia, chi visita le case dove sono allestiti gli altari riceve in dono dolci, pani e ceci. Secondo la tradizione, chi riceve questi doni non deve ringraziare, perché il gesto di ospitalità è considerato naturale e dovuto verso chi entra in casa.
Una festa simbolo della comunità
La festa di San Giuseppe rappresenta molto più di una semplice ricorrenza religiosa. È una tradizione che richiama i valori del lavoro, della famiglia e della solidarietà, elementi che da sempre caratterizzano la cultura di questa terra.
Per gli abitanti di Salaparuta questa celebrazione è un segno di amore verso il proprio paese e allo stesso tempo un simbolo di speranza per il futuro della comunità.
Il programma religioso
Le celebrazioni religiose dedicate al Santo Patrono iniziano alcuni giorni prima della festa:
-
16 marzo – Celebrazione della Santa Messa
-
17 marzo – Santa Messa
-
18 marzo – Santa Messa seguita dai Vespri Solenni
Questi momenti di preghiera accompagnano la comunità fino alla giornata del 19 marzo, cuore dei festeggiamenti in onore di San Giuseppe.