29 marzo - 5 aprile 2026
Trapani
Pasqua a Trapani: la Processione dei Misteri
A Trapani queste celebrazioni assumono un carattere particolarmente intenso grazie alla famosa Processione dei Misteri, una delle manifestazioni religiose più antiche e suggestive d’Italia.
Il rito delle “Scinnute”
Il periodo che precede la Settimana Santa è segnato da un’antica tradizione chiamata “Scinnuta”, risalente al XVII secolo. In origine, i gruppi scultorei della processione erano custoditi per tutto l’anno nelle cappelle della chiesa di San Michele. Durante la Quaresima venivano “scinnuti”, cioè calati dalle loro collocazioni e sistemati al centro della chiesa per essere esposti ai fedeli.
All’esterno, nel frattempo, la banda musicale accompagnava il rito con le sue melodie solenni. La cerimonia si svolgeva ogni venerdì di Quaresima e coinvolgeva, a rotazione, alcuni dei gruppi che raffigurano gli episodi della Passione di Cristo.
Ancora oggi questa tradizione continua, anche se con alcune variazioni. Oltre ai venerdì quaresimali sono state introdotte anche le Scinnute del Martedì e del Mercoledì Santo, dedicate rispettivamente a Maria Madre di Pietà dei Massari e a Maria Madre di Pietà del Popolo, mentre quella del Venerdì Santo è dedicata alla Madonna Addolorata.
La processione più lunga d’Italia
La Processione dei Misteri di Trapani prende avvio alle 14:00 del Venerdì Santo e prosegue senza interruzioni per quasi ventiquattro ore, fino al pomeriggio del Sabato Santo. È considerata la processione religiosa più lunga d’Italia e una delle più antiche.
Durante questo lungo percorso, i gruppi sacri attraversano gran parte delle strade della città, dando vita a uno spettacolo ricco di suggestioni, fatto di luci, musiche, colori e intensa partecipazione popolare. Le origini della manifestazione sono legate alla dominazione spagnola e la tradizione si tramanda da oltre quattro secoli.
I gruppi dei Misteri
I Misteri sono venti rappresentazioni scultoree che raccontano gli episodi della Passione e della Morte di Cristo. In particolare si tratta di diciotto gruppi più due simulacri: Gesù Morto e Maria Addolorata.
Ogni scena è collocata su una base lignea sagomata chiamata vara, sulla quale si sviluppa la composizione scultorea realizzata dagli artigiani trapanesi tra il XVII e il XVIII secolo. Le opere rappresentano momenti evangelici e raccontano con grande intensità le diverse fasi della Passione.
La tecnica di realizzazione delle statue
La realizzazione delle statue segue una tecnica artigianale tipica della tradizione trapanese. I volti, le mani e i piedi delle figure vengono scolpiti nel legno, mentre lo scheletro della struttura è anch’esso ligneo. All’interno vengono inserite armature di sughero, sulle quali vengono modellati gli abiti.
Per ottenere un effetto realistico, i tessuti vengono immersi in una miscela di gesso e colla, che permette di fissare le pieghe degli abiti con grande naturalezza. Questa particolare tecnica, chiamata “carchèt”, conferisce alle statue un forte dinamismo espressivo.
Gli artisti non si limitarono a seguire l’iconografia tradizionale: si ispirarono anche ai racconti dei Vangeli apocrifi e aggiunsero interpretazioni personali, dando vita a composizioni scenografiche uniche nel panorama delle rappresentazioni sacre.
Movimenti e scenografia della processione
Le statue sono fissate alla vara con un sistema particolare che consente una lieve oscillazione durante il trasporto. Questo movimento contribuisce a rendere la scena più espressiva e coinvolgente.
La vara poggia su cavalletti di legno che durante la processione vengono coperti da un drappo nero chiamato “manta”.
Le rappresentazioni dei Misteri non ricostruiscono fedelmente l’epoca romana della Palestina, ma sono ambientate piuttosto in un contesto che richiama il medioevo. Alcuni personaggi indossano infatti armature e abiti con influenze spagnole, e in alcuni casi i volti delle statue sembrano essere ispirati a persone realmente vissute a Trapani in quell’epoca.
L’“annacata” dei portatori
Ogni gruppo viene portato a spalla da almeno dieci uomini, chiamati massari. Sono loro a dare vita a uno degli elementi più caratteristici della processione: la “annacata”.
Con questo termine si indica il movimento oscillante con cui i portatori accompagnano il passo seguendo il ritmo delle musiche eseguite dalle bande. Questo andamento lento e cadenzato rende la processione ancora più suggestiva e coinvolgente.
Le origini della processione
L’organizzazione della processione risale ai primi anni del Seicento, quando la Confraternita di San Michele Arcangelo decise di promuovere questa manifestazione religiosa. Successivamente il compito di portare in processione i gruppi venne affidato alle diverse maestranze cittadine, ognuna delle quali divenne responsabile di un gruppo.
Ogni categoria è guidata da un Capoconsole, affiancato da consoli e collaboratori.
Il documento più antico che testimonia l’affidamento di uno dei gruppi è datato 20 aprile 1612 e riguarda l’Ascesa al Calvario. L’ultimo gruppo ad essere aggiunto alla processione, Gesù dinanzi ad Erode, venne affidato il 13 novembre 1782.
Il percorso della processione
I Misteri sono custoditi nella Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, edificio barocco del XVIII secolo situato nel centro storico di Trapani. Proprio da questa chiesa, nel pomeriggio del Venerdì Santo, prende avvio il lungo corteo.
Dopo aver attraversato le principali vie della città e aver accompagnato i fedeli durante tutta la notte, la processione si conclude nuovamente nella Chiesa del Purgatorio nel pomeriggio del Sabato Santo, intorno alle ore 14:00.
La Processione dei Misteri rappresenta ancora oggi uno degli eventi religiosi e culturali più importanti della Sicilia, capace di unire fede, tradizione e identità cittadina in un rito che affascina ogni anno migliaia di visitatori.