18 - 19 marzo 2026
Poggioreale
Festa di San Giuseppe a Poggioreale
Le celebrazioni risalgono al XVIII secolo e ancora oggi coinvolgono l’intera comunità del paese, così come altri centri della Valle del Belice.
Ogni anno, nei giorni 18 e 19 marzo, i cittadini partecipano attivamente ai festeggiamenti per rendere omaggio al Santo, manifestando una devozione che si tramanda di generazione in generazione. Uno degli elementi più caratteristici della ricorrenza è la preparazione degli “Artari” di San Giuseppe, veri e propri altari domestici realizzati come segno di gratitudine per una grazia ricevuta o per devozione.
Gli Artari di San Giuseppe
Gli altari vengono allestiti solitamente all’interno delle abitazioni e collocati lungo una parete. La struttura è composta da più livelli, generalmente tre, quattro o cinque gradini, sui quali vengono disposti con grande cura grandi pani rotondi chiamati “Cucciddata”. Si tratta di pagnotte dal peso considerevole, che possono arrivare anche a otto o dieci chili ciascuna.
La tradizione vuole che il numero dei pani non sia mai inferiore a tre, in riferimento ai componenti della Sacra Famiglia. Ai piedi dell’altare viene sistemata una grande tavola ricoperta da una grande varietà di dolci tipici della tradizione siciliana. Tra le specialità che non possono mancare ci sono pignolati, cannoli, sfinci e cassateddi, preparati appositamente per l’occasione.
Durante i giorni della festa, questi altari diventano meta di numerosi visitatori e turisti provenienti non solo dalla provincia di Trapani ma anche dalle vicine province di Palermo e Agrigento.
Il pranzo rituale del 19 marzo
Uno dei momenti più significativi della festa si svolge a mezzogiorno del 19 marzo, quando viene celebrato il tradizionale pranzo di San Giuseppe. Per questo rito vengono invitati tre cittadini del paese, scelti tra le persone più bisognose, che simbolicamente rappresentano la Sacra Famiglia.
Il momento assume un forte valore simbolico e spirituale quando il capo famiglia che ha preparato l’altare lava le mani agli ospiti, segna le loro mani con il vino tracciando il segno della croce e infine le bacia in segno di rispetto e accoglienza.
Gli Squartucciati, simbolo della tradizione
Un elemento distintivo della festa a Poggioreale è rappresentato dagli “Squartucciati”, decorazioni di pasta ripiena utilizzate per adornare gli altari. Si tratta di sottili foglie di pasta farcite con fichi secchi tritati, che vengono poi incise nella parte superiore con strumenti molto affilati.
L’intaglio, realizzato con grande precisione, crea motivi decorativi che richiamano fiori e simboli della tradizione religiosa, come gigli, rose, margherite e gelsomini. Il risultato finale è simile a un delicato ricamo realizzato nella pasta.
La preparazione degli squartucciati è affidata soprattutto a gruppi di donne del paese che, grazie alla loro esperienza e manualità, trasformano l’impasto in vere e proprie opere artistiche. Le forme create rappresentano spesso simboli della religiosità popolare, come il cuore, la croce, la palma, il pavone, il bastone di San Giuseppe, il giglio o il pesce.
Una tradizione che coinvolge anche i giovani
Negli ultimi anni questa antica arte è stata trasmessa anche alle nuove generazioni. Gli studenti della scuola media del paese partecipano infatti a un corso annuale di tre mesi dedicato alla realizzazione degli squartucciati.
Il laboratorio è organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco Elimo, in collaborazione con l’istituto scolastico e con il patrocinio del Comune. Al termine del corso, i lavori realizzati dagli studenti vengono esposti in una mostra visitabile durante i giorni della festa.
Grazie a queste iniziative, la tradizione degli altari di San Giuseppe e degli squartucciati continua a vivere nel tempo, mantenendo viva una delle espressioni più autentiche della cultura popolare della Valle del Belice.