Località
Marsala
C'è un punto, all'estremo ovest della Sicilia, dove la terra si protende nel mare e l'Africa sembra a un passo: è Capo Boeo, la punta più occidentale dell'isola, e lì sorge Marsala. I Cartaginesi la fondarono intorno al 397 a.C. e la chiamarono Lilibeo; gli Arabi, secoli dopo, le diedero il nome che ancora porta — Marsà Allah, "porto di Dio". Una città di frontiera e di mare, fatta di luce bassa, di sale e di vino.
Marsala è due cose insieme, inseparabili: la storia e il vino. Qui, l'11 maggio 1860, Giuseppe Garibaldi sbarcò con i Mille e accese la scintilla dell'Unità d'Italia. E qui, un secolo prima, i mercanti inglesi avevano scoperto un vino robusto e dorato che avrebbero reso celebre in tutto il mondo. Tra le rovine di Lilibeo, le botti delle cantine storiche, la laguna dello Stagnone con l'isola di Mozia e i mulini a vento delle saline, Marsala è il finale luminoso e salmastro della Sicilia occidentale.
"Qui, l'11 maggio 1860, sbarcarono i Mille e cominciò l'impresa che avrebbe unito l'Italia." E ancora oggi Marsala è la porta occidentale dell'isola.
— Dalla storia della città
Il centro storico e lo sbarco dei Mille
Il cuore di Marsala è un elegante salotto barocco che si apre su Piazza della Repubblica, dominata dal Duomo dedicato a San Tommaso di Canterbury e dal settecentesco Palazzo VII Aprile con la sua loggia. Si entra in città attraverso Porta Garibaldi e Porta Nuova, antichi varchi nelle mura. Fu proprio qui che l'11 maggio 1860 Giuseppe Garibaldi approdò con i Mille, partiti da Quarto sui piroscafi Piemonte e Lombardo: l'evento che diede avvio alla spedizione per l'Unità d'Italia e che oggi il Museo Garibaldino racconta attraverso cimeli e memorie. Passeggiare tra queste vie è attraversare, in pochi passi, duemila anni di storia.
Lilibeo, Capo Boeo e il parco archeologico
All'estremità di Capo Boeo si stende il Parco archeologico di Lilibeo-Marsala, dove riaffiora la città punica e romana. Si cammina lungo il decumano massimo, l'antica strada principale, e si visita l'Insula Romana con i resti di una lussuosa domus dotata di terme e splendidi mosaici del IV secolo. Poco distante, il Museo Archeologico Regionale Baglio Anselmi custodisce il suo tesoro più prezioso: la nave punica, relitto di una nave da guerra cartaginese del III secolo a.C., testimonianza unica al mondo delle battaglie navali combattute in questi mari. Qui la Sicilia finisce, e la sua storia più antica riaffiora dalla terra.
Il vino Marsala e le cantine storiche
Il nome di questa città è nel mondo sinonimo di un vino. Tutto cominciò nel 1773, quando il mercante inglese John Woodhouse, approdato per caso a Marsala, scoprì il vino locale e lo fortificò con alcol per farlo viaggiare fino in Inghilterra: nacque così il Marsala, liquoroso e dorato, presto amato anche dall'ammiraglio Nelson. Sulle orme di Woodhouse arrivarono Ingham e Whitaker, e nel 1833 l'imprenditore Vincenzo Florio fondò la cantina che avrebbe reso il Marsala celebre nel mondo. Oggi il vino è DOC dal 1969, prodotto con uve Grillo, Catarratto, Inzolia nelle tipologie Oro, Ambra e Rubino. Le Cantine Florio e le altre storiche bagli si visitano tra botti secolari e profumo di legno e mare.
Mozia e la laguna dello Stagnone
Davanti a Marsala si stende lo Stagnone, la più grande laguna costiera della Sicilia, oggi Riserva Naturale: una distesa d'acqua bassa e luminosa che protegge quattro isole. La più celebre è Mozia, l'antica Mothia fenicia fondata nell'VIII secolo a.C. sull'isola di San Pantaleo, fiorente scalo commerciale distrutto nel 397 a.C. da Dionisio di Siracusa. Riportata alla luce all'inizio del Novecento dall'inglese Joseph Whitaker — arricchitosi proprio col commercio del Marsala — l'isola custodisce oggi il Museo Whitaker e il suo capolavoro, il Giovane di Mozia, raffinata statua marmorea greca. Si raggiunge con una breve traversata in barca, sospesi tra cielo e acqua.
Le saline, i tramonti e i sapori
Tra Marsala e Trapani, lungo la Via del Sale, le saline disegnano un paesaggio di vasche geometriche, cumuli bianchi e mulini a vento. Le Saline Ettore e Infersa, con il mulino cinquecentesco, regalano uno dei tramonti più belli del Mediterraneo, quando cielo e acqua si tingono di rosa, oro e viola. E poi c'è la tavola: il couscous di pesce, le busiate fatte a mano, il pane cunzato, il pesce dello Stagnone e naturalmente il vino Marsala, protagonista anche in cucina. A Marsala il sale, il mare e il vino finiscono sempre nel piatto e nel bicchiere.
Quando andare
Domande frequenti su Marsala
Quanto tempo serve per visitare Marsala?
Per il centro storico, il parco di Lilibeo a Capo Boeo e il Museo Baglio Anselmi con la nave punica basta una giornata piena. Aggiungendo una visita alle cantine storiche, l'escursione a Mozia nella laguna dello Stagnone e un tramonto alle saline, due o tre giorni permettono di vivere Marsala con calma.
Dove sbarcò Garibaldi a Marsala?
Giuseppe Garibaldi sbarcò a Marsala l'11 maggio 1860 con i Mille, giunti da Quarto sui piroscafi Piemonte e Lombardo. Lo sbarco diede avvio alla spedizione per l'Unità d'Italia. Il Museo Garibaldino in città ne conserva cimeli e testimonianze.
Si possono visitare le cantine del vino Marsala?
Sì. Diverse cantine storiche, tra cui le celebri Cantine Florio, offrono visite guidate e degustazioni del vino liquoroso. Il Marsala è DOC dal 1969 e si presenta nelle tipologie Oro, Ambra e Rubino. Conviene prenotare la visita in anticipo.
Come si raggiunge l'isola di Mozia?
L'isola di Mozia (San Pantaleo), nella laguna dello Stagnone, si raggiunge con una breve traversata in barca dai pontili sulla costa tra Marsala e Trapani. Sull'isola si visitano il Museo Whitaker, con il celebre Giovane di Mozia, e l'area archeologica fenicia.
Qual è il momento migliore per vedere le saline?
Le saline dello Stagnone, con le Saline Ettore e Infersa e i loro mulini a vento, danno il meglio al tramonto, quando le vasche si colorano di rosa e oro. La Via del Sale tra Marsala e Trapani è ideale da percorrere lentamente nel tardo pomeriggio. Sono possibili visite guidate nelle saline attive.
Cosa mangiare a Marsala?
I piatti simbolo sono il couscous di pesce, le busiate fatte a mano e il pane cunzato, accompagnati dal pesce fresco dello Stagnone. Immancabile il vino Marsala, usato anche in cucina e nei dolci. Da provare i dolci di mandorla e la granita.
Scopri di più
Per informazioni istituzionali, eventi, orari dei musei e servizi al visitatore, consulta il sito ufficiale del Comune di Marsala.