Località

Campobello di Mazara

Campobello di Mazara | © Archivio West of Sicily Campobello di Mazara | © Archivio West of Sicily

C'è un paese che sembra fatto d'ulivo e di pietra: le colline attorno a Campobello di Mazara sono un mare argenteo di olivi, e dentro la terra, a pochi chilometri dalla costa, si nasconde uno dei luoghi più sorprendenti di tutta la Sicilia — una cava greca ferma a metà, con i tamburi delle colonne ancora attaccati alla roccia da venticinque secoli. Siamo nel cuore della Valle del Belìce, tra Castelvetrano, Mazara del Vallo e le rovine di Selinunte.

Campobello è due paesaggi in uno: l'entroterra agricolo, dove nasce la celebre oliva Nocellara del Belice, e la costa, con le frazioni balneari di Tre Fontane e Torretta Granitola, le loro spiagge di sabbia dorata e il faro di Capo Granitola affacciato sul Canale di Sicilia. È un luogo che racconta la Sicilia più autentica — quella del lavoro della terra e del mare, lontana dalla folla — e che conserva, nelle Cave di Cusa, una delle testimonianze più commoventi del mondo greco.

I lavori si fermarono di colpo nel 409 a.C., quando Selinunte cadde: gli operai posarono gli scalpelli e le colonne rimasero lì, per sempre a metà.
— Dalla storia delle Cave di Cusa

Le Cave di Cusa: la cava greca fermata nel tempo

A pochi chilometri dal centro si apre il sito archeologico delle Cave di Cusa, un grande banco di calcarenite che si estende per circa due chilometri da est a ovest. Da qui, a partire dal VI secolo a.C., i Selinuntini estraevano i rocchi — i tamburi cilindrici — con cui venivano innalzate le colonne gigantesche dei templi di Selinunte, a una dozzina di chilometri di distanza. Nel 409 a.C. l'attacco cartaginese travolse Selinunte e il lavoro si interruppe all'improvviso: da allora i blocchi semilavorati sono rimasti dov'erano, alcuni ancora uniti alla roccia madre, altri già staccati e pronti al trasporto. È una delle rarissime cave antiche "congelate" a metà produzione, dove si leggono ancora, incise nella pietra, tutte le fasi del lavoro degli scalpellini greci.


Tra uliveti e Valle del Belìce: la Nocellara

Attorno al paese si stende un mare d'ulivi. È qui, nella Valle del Belìce, che vive la Nocellara del Belice, una delle cultivar più celebri d'Italia: una pianta a duplice attitudine, da cui nascono sia una polposa oliva da mensa sia un olio extravergine di grande finezza. Dal 1998 il territorio vanta due riconoscimenti europei distinti: la Nocellara del Belice DOP, per le olive da tavola verdi e carnose, e la Valle del Belìce DOP, per l'olio extravergine ottenuto in prevalenza da questa cultivar — fruttato, dal finale piccante e leggermente amaro. Campobello di Mazara rientra, con Castelvetrano e Partanna, nel cuore dell'area di produzione, e ogni anno celebra questa vocazione con la manifestazione dedicata all'olio e alle olive.

Cave di Cusa — l'antica cava greca con i rocchi delle colonne di Selinunte, ferma dal 409 a.C.
Tre Fontane — frazione balneare con lunghe spiagge di sabbia dorata e mare limpido.
Torretta Granitola — borgo di mare con il faro di Capo Granitola e l'antica tonnara.
Uliveti della Nocellara — le distese d'ulivo della Valle del Belìce, patria di due DOP.

Campobello di Mazara | © Archivio West of Sicily Campobello di Mazara | © Archivio West of Sicily

La costa: Tre Fontane e Torretta Granitola

Verso il mare, il territorio di Campobello scende in due frazioni balneari molto amate dai siciliani. Tre Fontane è una lunga riviera di sabbia dorata e acque basse e limpide, ideale per le famiglie e per le estati tranquille. Più a sud, Torretta Granitola alterna tratti rocciosi e frastagliati a spiagge ampie, con le caratteristiche formazioni di tufo affacciate sull'acqua. Qui si trova Capo Granitola, con il suo faro, un'antica tonnara e una stazione di ricerca marina: il nome stesso — dal siciliano granitu — richiama la roccia dura e ruvida di questa costa esposta al Canale di Sicilia.


Selinunte, Mazara e la Sicilia del sud-ovest

La posizione di Campobello di Mazara è una delle sue fortune: a pochi minuti si raggiunge Selinunte, uno dei più grandi parchi archeologici d'Europa, dove salire tra i templi dorici affacciati sul mare completa idealmente la visita alle Cave di Cusa da cui provenivano le loro pietre. Poco più a ovest c'è Mazara del Vallo, città dall'anima arabo-normanna, con la Kasbah e il Satiro Danzante; a nord-est, Castelvetrano. Campobello è il punto di partenza ideale per esplorare con calma questo angolo meno turistico e profondamente siciliano della provincia di Trapani.


Quando andare

Primavera — la stagione ideale: clima dolce per le Cave di Cusa e gli uliveti in fiore, con la campagna della Valle del Belìce al suo meglio.
Estate — il mare di Tre Fontane e Torretta Granitola, le spiagge dorate, i tramonti sul faro di Capo Granitola e le serate di paese.
Autunno — il tempo della raccolta delle olive e dei nuovi oli Nocellara: frantoi al lavoro, luce dorata e campagna profumata.
Inverno — clima mite, siti archeologici silenziosi, sapori di terra e la Campobello più autentica, lontana dalla stagione balneare.

Domande frequenti su Campobello di Mazara

Cosa sono le Cave di Cusa?

Sono le antiche cave greche da cui i Selinuntini estraevano i rocchi delle colonne per i templi di Selinunte. Attive dal VI secolo a.C., furono abbandonate di colpo nel 409 a.C. con l'attacco cartaginese: i blocchi semilavorati sono ancora oggi in situ, rendendo il sito una rara cava antica fermata a metà lavorazione.

Quanto distano le Cave di Cusa da Selinunte?

Le Cave di Cusa si trovano a circa una dozzina di chilometri dalle rovine di Selinunte, nel territorio di Campobello di Mazara. Molti itinerari abbinano le due visite nella stessa giornata: le cave dove nacquero le colonne e il parco archeologico dove si ergono i templi.

Qual è la differenza tra Nocellara del Belice DOP e Valle del Belìce DOP?

Sono due denominazioni distinte, entrambe dal 1998. La Nocellara del Belice DOP tutela l'oliva da mensa, verde e carnosa; la Valle del Belìce DOP tutela l'olio extravergine ottenuto in prevalenza dalla stessa cultivar. Campobello di Mazara rientra nell'area di produzione di entrambe.

Quali sono le spiagge di Campobello di Mazara?

Le due principali sono Tre Fontane, lunga distesa di sabbia dorata con acque basse e limpide, e Torretta Granitola, che alterna spiagge sabbiose e tratti rocciosi di tufo, con il faro di Capo Granitola. Sono mete balneari amate dai siciliani, lontane dal turismo di massa.

Cosa vedere nei dintorni di Campobello di Mazara?

A pochi chilometri si trovano il parco archeologico di Selinunte, con i suoi templi dorici sul mare, e Mazara del Vallo, con la Kasbah e il Satiro Danzante. Confinante è Castelvetrano. È una base ideale per scoprire la Sicilia sud-occidentale tra archeologia, mare e campagna.

Quanto tempo serve per visitare Campobello di Mazara?

Per le Cave di Cusa e una passeggiata in paese basta mezza giornata. Aggiungendo una spiaggia tra Tre Fontane e Torretta Granitola, una degustazione d'olio e la vicina Selinunte, uno o due giorni permettono di vivere Campobello e i suoi dintorni con calma.


Scopri di più

Per informazioni istituzionali, orari del sito delle Cave di Cusa, eventi e servizi al visitatore, consulta il sito ufficiale del Comune di Campobello di Mazara.

Contenuti correlati

Tra il Monte Bonifato e il mare, un mosaico di pietra dorata, vigneti e orizzonti

Alcamo

Una città che si racconta dall'alto del suo monte e si specchia nel Golfo di Castellammare. Castelli medievali, chiese barocche e il bianco profumo del suo vino più celebre attendono chi sceglie di esplorarla con calma.

Buseto Palizzolo

Una passeggiata dentro ai profumi e ai colori di una città - giardino

Calatafimi Segesta

Viaggio nel cuore della storia e della Sicilia più autentica

Il porto arabo-normanno affacciato sul golfo, tra la fortezza sul mare, i faraglioni di Scopello e la Riserva dello Zingaro

Castellamare Del Golfo

Un castello che sorveglia il porto dal Medioevo, un centro storico che sale a gradini dal mare, i faraglioni di Scopello e la porta d'accesso alla Riserva dello Zingaro. Castellammare del Golfo è il borgo marinaro dove Sicilia occidentale, storia mediterranea e natura si stringono in un unico panorama.

Castelluzzo

Piccolo gioiello che costituisce il lato più selvaggio di San Vito Lo Capo.

Castelvetrano

Pura natura incontaminata

Il borgo dei marmi ai piedi del Monte Cofano, tra il santuario della Madonna arrivata dal mare e il presepe vivente della Grotta Mangiapane

Custonaci

Un santuario mariano che custodisce un quadro attribuito alla scuola di Antonello da Messina, un villaggio troglodita dove ogni Natale rivive il presepe più suggestivo di Sicilia, la Riserva Naturale del Monte Cofano e cento cave di marmo. Custonaci è la Sicilia occidentale intima e devota.

Il borgo medievale sospeso a 751 metri, tra il tempio di Venere e le vanedde in ciottolato affacciate sul Mediterraneo

Erice

Un castello normanno costruito sulle rovine del tempio di Venere Ericina, un borgo medievale di vicoli in pietra che si perdono nella nebbia, la vista dai Giardini del Balio fino alle Egadi. Erice è la Sicilia occidentale vista da 751 metri d'altezza, dove ogni secolo ha lasciato una torre.

Favignana

La maggiore delle isole Egadi

La città distrutta dal terremoto e rinata come museo d'arte contemporanea a cielo aperto, tra il Cretto di Burri e le opere dei grandi maestri del Novecento

Gibellina

Un paese raso al suolo dal terremoto del Belice e ricostruito come un'unica, immensa opera d'arte: la Stella di Consagra che ne è la porta, la grande sfera bianca della Chiesa Madre, e a pochi chilometri il Cretto di Burri, il sudario di cemento che avvolge le rovine della vecchia città. Gibellina, Capitale italiana dell'Arte Contemporanea 2026.

Isole Egadi

Favignana, Marettimo, Levanzo: le isole dei tesori.

Levanzo

Piccola e selvaggia

Macari

Macari, insieme a Castelluzzo, è una frazione di San Vito Lo Capo.

Marettimo

Natura incontaminata

Marsala

Dove la storia e il territorio s'intrecciano meravigliosamente.

La città dove la Sicilia diventa Africa, tra i vicoli arabi della Kasbah, il Satiro Danzante tornato dal mare e la più grande flotta peschereccia d'Italia

Mazara del Vallo

Un dedalo di vicoli d'impronta islamica dove risuona l'arabo, un bronzo greco ripescato dagli abissi che danza da solo in un museo, una cattedrale barocca cresciuta su una moschea e quattrocento pescherecci che riportano ogni giorno il celebre gambero rosso. Mazara del Vallo è il punto dove l'Europa tocca l'Africa.

Il più giovane comune di Sicilia, un mosaico di borgate tra le saline, le spiagge dorate di Marausa e le campagne che profumano di mare a sud di Trapani

Misiliscemi

Nato nel 2021 dall'unione di otto antiche borgate, Misiliscemi non è una città ma un territorio: la lunga spiaggia di Marausa affacciata sullo Stagnone, le saline di Salinagrande, le contrade agricole dal nome arabo e l'aeroporto che è la porta della Sicilia occidentale. La Sicilia autentica, quella che si vive più che visitarla.

Paceco

Mulini a vento, distese di sale, fenicotteri rosa

Pantelleria

La perla nera del Mediterraneo 

Partanna

Il borgo medievale circondato da natura

Petrosino

Incastonato e con lo sguardo rivolto verso un mare trasparente

Poggioreale

I ruderi che segnano un popolo

Riserva Naturale Orientata dello Zingaro

La prima riserva naturale istituita in Sicilia, un paradiso incontaminato di scogliere a picco sul mare

Salaparuta

Il segno di un violento terremoto

La prima capitale d'Italia per un giorno, borgo tra i più belli d'Italia sospeso sulle colline del Belice, tra il castello di Garibaldi, i ruderi della Chiesa Madre e i pani votivi di San Gi

Salemi

Un castello normanno-svevo dove Garibaldi issò per primo il tricolore, facendo di Salemi la prima capitale d'Italia; una Chiesa Madre ridotta a scenografia a cielo aperto dal terremoto del Belice e reinventata da Álvaro Siza; i vicoli arabi ed ebraici del centro e i pani votivi di San Giuseppe. Salemi è la Sicilia della storia e del pane.

Una lingua di sabbia dorata tra il Monte Monaco e la Riserva dello Zingaro, dove la Sicilia si affaccia sul suo mare più limpido

San Vito Lo Capo

La spiaggia più fotografata di Sicilia, un santuario-fortezza che veglia sul borgo dal Cinquecento e una delle riserve naturali più affascinanti del Mediterraneo. San Vito Lo Capo si esplora con lentezza, a piedi nudi tra il bianco delle case e il turchese del mare.

Santa Ninfa

Una Riserva Naturale unica nel suo genere

La città a forma di falce protesa tra due mari, tra le saline dai mulini a vento, i Misteri del Venerdì Santo e il porto da cui si salpa per le Egadi

Trapani

Una lingua di terra stretta tra due mari, saline che al tramonto diventano oro e rosa, i mulini a vento che macinano il sale IGP, la processione dei Misteri più lunga d'Italia e il porto da cui partono gli aliscafi per Favignana. Trapani è il capoluogo affascinante e salmastro della Sicilia occidentale.

Valderice

Un tuffo nel mare blu, una pedalata in collina, 4 passi nella storia

Vita

Nel polmone verde della Sicilia occidentale: il bosco di Baronia.

Cerchiamo di anticipare le tue domande

Pianifica la tua vacanza

Abbiamo creato questo sito come uno strumento per farti fare una vacanza perfetta, fornendoti tutte le informazioni necessarie.
Se c’è qualcosa che non ti è chiaro o c’è qualcosa che vuoi sapere, trovi anche i contatti per chiederci quello che vuoi.

Grazie

Grazie: ti abbiamo inviato una mail per attivare la tua iscrizione e selezionare le tue preferenze se previsto.

Qualcosa è andato storto

Riprova

Errore