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Paceco

Paceco Paceco

C'è un paese, a pochi chilometri da Trapani, che non è cresciuto per caso ma è stato disegnato: strade dritte che si incrociano ad angolo retto, isolati rettangolari, una piazza al centro. Nel 1607 il marchese Placido Fardella lo fondò dal nulla su una pianta a scacchiera, e gli diede il nome della moglie, Teresa Paceco. È questa la sua prima sorpresa: Paceco è un paese "di fondazione", nato già ordinato, con la geometria limpida dei centri secenteschi.

Ma il cuore del territorio di Paceco batte verso il mare, dove la terra si fa acqua e sale. Qui si stende la parte meridionale delle saline di Trapani e Paceco, oggi riserva naturale del WWF, con i suoi mulini a vento, i cumuli bianchi coperti di tegole rosse e i fenicotteri che vi hanno scelto casa. E qui, nel borgo di Nubia, nascono due tesori che portano il nome di questa terra in tutta Italia: il Museo del Sale e l'Aglio Rosso di Nubia, Presidio Slow Food.

"Rosso aglio e bianco sale": a Nubia i due colori di Paceco si raccontano in una treccia appesa al sole e in un cumulo che luccica tra le vasche.
— Dai sapori e dai paesaggi di Nubia

Il paese di fondazione e la sua pianta a scacchiera

Paceco nacque nel 1607 per volontà del marchese Placido Fardella, che ottenne per il nuovo centro il titolo di principe e lo intitolò alla moglie Teresa Paceco di Vigliena. A differenza dei borghi cresciuti nei secoli attorno a un castello, Paceco fu pensato a tavolino: un impianto urbanistico ortogonale, con le vie che si tagliano ad angolo retto e isolati regolari, secondo lo schema dei centri di nuova fondazione del Seicento. Sulla piazza centrale si affaccia la Chiesa Madre, dedicata al Santissimo Crocifisso ed edificata a partire dal 1623. Da questa famiglia discese Vincenzo Fardella di Torrearsa, protagonista del Risorgimento e presidente del primo Senato del Regno d'Italia.


Nubia, le saline e i mulini a vento

A pochi minuti dal paese, verso la costa, si apre uno dei paesaggi più amati della Sicilia: le saline di Trapani e Paceco, circa mille ettari di zona umida istituiti nel 1995 come riserva naturale affidata al WWF. È il regno del borgo di Nubia, il paese dei salinari: vasche geometriche che cambiano colore — azzurre, rosa, bianche — a seconda della concentrazione del sale e di una microalga chiamata Dunaliella salina, cumuli di sale protetti dalle tegole rosse e i mulini a vento che per secoli hanno pompato l'acqua tra le vasche e macinato i cristalli. Al tramonto, quando la luce si posa sull'acqua ferma, tutto diventa oro e specchio.

Museo del Sale di Nubia — in un baglio seicentesco con grande mulino a vento, racconta il mestiere dei salinari.
Riserva WWF Saline di Trapani e Paceco — zona umida con mulini, cumuli di sale e colonie di fenicotteri.
Borgo di Nubia — il paese dei salinari e dell'aglio rosso, cuore agricolo e salmastro di Paceco.
Chiesa Madre del SS. Crocifisso — sulla piazza del centro di fondazione, edificata dal 1623.

Paceco Paceco
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I fenicotteri e l'avifauna della zona umida

Le saline di Paceco non sono solo paesaggio: sono una delle zone umide più importanti del Mediterraneo. Tra le vasche sostano e si nutrono aironi, cavalieri d'Italia, avocette e decine di specie migratrici, ma il protagonista è il fenicottero rosa. Per la prima volta nella Sicilia occidentale questi uccelli hanno scelto la riserva non solo come tappa di sosta durante le migrazioni, ma come sito di nidificazione, con i primi pulcini nati tra i cumuli di sale e decine di nidi documentati. Osservarli all'alba o al tramonto, mentre filtrano l'acqua salmastra sulle lunghe zampe, è l'esperienza naturalistica che rende Paceco unica.


Il Museo del Sale e la Via del Sale

Nel cuore di Nubia, un antico baglio del Seicento affiancato da un grande mulino a vento ben conservato ospita il Museo del Sale: attrezzi di lavoro dei salinari, vecchie fotografie in bianco e nero, le fasi della raccolta e un mestiere che si è tramandato per generazioni. Accanto, le saline ancora attive — come la storica salina "Chiusa" — permettono di vedere da vicino i cumuli e i mulini. Da qui parte idealmente la Via del Sale, la strada panoramica che collega Trapani a Marsala costeggiando le saline, lo Stagnone e l'isola di Mozia: una delle passeggiate in auto più belle di Sicilia, da percorrere lentamente al calar del sole.


L'Aglio Rosso di Nubia e i sapori della terra

Se il sale è l'oro bianco di Paceco, l'Aglio Rosso di Nubia ne è l'oro rosso. È un ecotipo locale dal bulbo compatto, con le tuniche esterne bianche e i bulbilli di un rosso brillante: in media dodici spicchi per testa, un altissimo contenuto di allicina e un sapore intenso e inconfondibile. Coltivato sui terreni scuri della campagna in rotazione con il melone giallo di Paceco, le fave e il grano duro, è Presidio Slow Food dal 2002 e viene raccolto a mano tra maggio e giugno, intrecciato in lunghe trecce appese al sole. Da provare crudo, nel pesto alla trapanese o a dare carattere ai piatti di mare: è il profumo stesso di questa terra.


Quando andare

Primavera — la stagione migliore: campagne fiorite, fenicotteri nella riserva e, tra maggio e giugno, la raccolta dell'Aglio Rosso di Nubia.
Estate — piena attività nelle saline, cumuli di sale che brillano al sole e tramonti infuocati tra i mulini a vento di Nubia.
Autunno — la luce si fa dorata, l'aria è tiepida e le vasche riposano: il momento ideale per la Via del Sale e il Museo del Sale.
Inverno — clima mite, riserva silenziosa e ricca di avifauna svernante, il paese di fondazione tutto da scoprire con calma.

Domande frequenti su Paceco

Dove si trova Paceco e come si raggiunge?

Paceco si trova in provincia di Trapani, a circa cinque chilometri dal capoluogo, nella Sicilia occidentale. Si raggiunge facilmente in auto da Trapani ed è vicinissima all'aeroporto di Trapani-Birgi. La frazione di Nubia, con le saline e il Museo del Sale, è a pochi minuti verso la costa.

Cosa vedere a Paceco e a Nubia?

Nel centro di fondazione, la pianta a scacchiera e la Chiesa Madre del SS. Crocifisso. A Nubia, il Museo del Sale nel baglio-mulino, la riserva WWF delle saline con i mulini a vento e i fenicotteri, e le aziende dell'Aglio Rosso di Nubia. Imperdibile un tramonto tra le vasche.

Si possono vedere i fenicotteri nelle saline di Paceco?

Sì. La riserva naturale delle Saline di Trapani e Paceco, gestita dal WWF, ospita i fenicotteri rosa, che qui hanno iniziato anche a nidificare, oltre a numerose altre specie di uccelli acquatici. I periodi migliori per il birdwatching sono la primavera e l'autunno; i momenti ideali della giornata sono l'alba e il tramonto.

Che cos'è l'Aglio Rosso di Nubia?

È un pregiato ecotipo di aglio coltivato nella campagna di Nubia, frazione di Paceco, con i bulbilli di colore rosso intenso, un altissimo contenuto di allicina e un sapore particolarmente aromatico. È Presidio Slow Food dal 2002 e viene raccolto e intrecciato a mano tra maggio e giugno.

Che cos'è il Museo del Sale?

Il Museo del Sale si trova a Nubia, dentro un baglio seicentesco affiancato da un grande mulino a vento. Raccoglie gli attrezzi di lavoro dei salinari e vecchie fotografie che raccontano la raccolta del sale marino. È circondato dalle saline attive della riserva ed è punto di partenza ideale per la Via del Sale.

Quando è stata fondata Paceco?

Paceco fu fondata nel 1607 dal marchese Placido Fardella, che la intitolò alla moglie Teresa Paceco. È un raro esempio di paese "di fondazione" con impianto urbanistico ortogonale a scacchiera, tipico dei centri di nuova creazione del Seicento.


Scopri di più

Per informazioni istituzionali, eventi, orari e servizi al visitatore, consulta il sito ufficiale del Comune di Paceco.

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